"Racconti Gotici" di Marta Tombolini
Trama: Tre brevi racconti: "Il Sorriso Arcaico di Virginie", "Il Fiore dell'Oblio", "Un Abbraccio Mortale".
Commento di Lunaria: brevi racconti che non sfociano mai nell'orrore ma rendono palpabile il Sovrannaturale e il senso di mistero, spesso di destino o maledizione ineluttabile, che aleggia e colpisce le protagoniste sullo stile delle ghost stories di Edith Wharton o di George Eliot (si pensi al "Velo Dissolto") o dei racconti gotici di Mary Shelley. A farla da padrone è la prospettiva femminile (le protagoniste sono donne, l'io narrante è al femminile), tutto è lasciato intendere e non vi è mai una discesa vera e propria nell'horror fine a se stesso (un po' di sangue lo vediamo solo in "Un Abbraccio Mortale", dedicato al femminile vendicativo e torbido di Lamia), ma il terrore e il senso di minaccia che incombe, per quanto impalpabile e distillato, c'è.
"Il Sorriso Arcaico di Virginie" riesce nell'impresa, a prima vista quasi impossibile, di rendere misteriosa e quasi spettrale la Grecia, togliendole quell'aura da "meta vacanziera" che si porta appresso nell'immaginario collettivo e sovrapponendo in maniera decisamente intrigante il passato ancestrale e pagano al nostro presente (nel quale si svolge il racconto), mentre "Il Fiore dell'Oblio" è una bella ripresa del tema della "Vegetazione Maledetta" in voga nella Letteratura Ottocentesca Decadente (si pensi anche ai nostrani d'Annunzio e Pascoli, con opere come "L'inconsapevole" e "Digitale Purpurea", dove "putride piante ospitano denso brulicame" e il veleno che stilla da fiori che ammaliano e uccidono fanciulle virginali), ma anche ai "Fiori del Male" e ai famigerati oppio e assenzio tanto usati dai Poeti Maledetti. Con "Un Abbraccio Mortale" il tema è mitologico, di un Femminile oscuro e terrifico e proprio per questo, seducente e insaziabile (si pensi, oltre a Lamia, a figure come Lilith, Lamashtu e Kali)
N.B Marta Tombolini ha già scritto diversi romanzi oltre a "Preziosa Amica Karmica" (vedi recensione precedente https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2023/07/preziosa-amica-karmica-di-marta.html).
Libri di Marta Tombolini https://www.amazon.it/Marta-Tombolini/e/B00AKJ21LC/ref=dp_byline_cont_book_1
Blog dell'Autrice https://noirinrosa.wordpress.com/
Suo canale youtube https://www.youtube.com/channel/UCjwrj0pF6U7fb6tXEG0s6yg
Il Lazzaretto di Dairago
Info tratte da
I corpi dei morti per malattie quali peste, colera e vaiolo venivano sepolti lontani dalla città per evitare il contagio; i lazzaretti non venivano edificati orientati verso i venti occidentali, perché si credeva che fossero nefasti e diffondessero l'epidemia. (Nota di Lunaria: avrebbero dovuto inventare un "Wind Pass"... così "tutelavano i più fragili, lottavano contro il virus"... poveretti, non ci hanno pensato... non erano "così avanti"...) L'epidemia di peste più diffusa fu quella del 1630, descritta anche dal Manzoni; a Busto Arsizio la peste fece 2000 morti, a Villa Cortese 300 vittime. A Dairago, dalle cronache del tempo sappiamo che "L'anno 1630, che fu l'anno della peste nella Terra di Dayrago (Daijrago), Capo di Pieve, nel mese di luglio, successe in detta Terra un sol caso di peste, che morse un huomo et in recognitione della gratia fatta da N.S. et della Beatissima Vergine, e tutti i Santi à questa terra, si fece voto di far cantare una messa grande con sei sacerdoti tutte le feste della Beatissima Vergine, et delli santi Sebastiano et S. Rocho et Aquilino et anco di S. Carlo et questo sij a perpetua memoria" Anche il curato di Busto Garolfo testimoniò come nel 1630 "dimorando io in casa del M.to Rev. Sig.r Fabritio Ferrari, all'hora Prevosto in Dairago, morse in detta Terra un huomo di Peste; credo, che si chiamasse il Gorla."
Proseguendo dalla Via del Carroccio, attraverso un sentiero tra i campi, ubicata in un boschetto di robinie, si incontra la Croce del Lazzaretto, una colonna squadrata di granito, con una croce di ferro battuto.
Non sono riuscita, però, a trovare l'albero con la croce..
Aggiornamento del 22 gennaio 2024: finalmente sono riuscita a trovare una traccia della "Cruséta"!
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| Mappa del 1722 |
Aggiornamento del 30 gennaio 2024: sì, esiste ancora! Eccola qui
ed ecco le mie foto: https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2024/01/a-kruzeta-di-dairago.html




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