Recensione a "Dark Heaven: la carezza dell'angelo"


Trama: è una gelida sera di febbraio a Venezia quando Virginia, 18 anni e i capelli rossi, incontra Damien De Silva. è tardi, le strade sono deserte e lei sta tornando a casa dall'allenamento di pallavolo... all'improvviso, dal buio, spunta un uomo, bellissimo e misterioso. Decisa a non incrociare lo sguardo, Virginia gli scivola accanto con gli occhi bassi. Ma proprio in quel momento sente due parole nella mente: sono tornato. Chi è quell'uomo e cosa sta succedendo?  Il giorno seguente, lo sconosciuto si presenta nella scuola di Virginia come "nuovo professore di italiano", affascinando tutte le ragazze della scuola.  E a Virginia cominciano a capitare strane cose, visioni che le annebbiano la mente... come se lei e Damien si fossero già conosciuti in un'altra vita... Ma chi è davvero Damien? Ci si può fidare di lui?

Commento di Lunaria: "Dark Heaven - La carezza dell'angelo" di Bianca Leoni Capello (*) fa parte di una trilogia


ascrivibile al genere Urban Fantasy. Nonostante in questo particolare settore letterario ormai non ci sia più nessuna originalità e sia piuttosto inflazionato, tanto da rischiare un'"implosione" (personaggi e trame sono intercambiabili, basati sempre sugli stessi clichè svuotati da qualsiasi valenza horror, pur riprendendo le creature tipiche della letteratura del macabro) e "Dark Heaven" riecheggi degli inevitabili riferimenti a "Twilight\Fallen" (una giovane ragazza, angeli, demoni, eventi del passato che si rivelano come flashback, reincarnazione...), non è scritto male e si lascia leggere con piacere. I personaggi sono ben delineati, non c'è nessun "impaludamento" che inficia la lettura, gli elementi inquietanti sono disseminati egregiamente e riesce ad intrigare quel tanto che basta per voler leggere gli altri due libri, dove si darà più spazio all'aspetto paranormale della vicenda.
Il personaggio maschile è "costruito a puntino" per piacere alle lettrici, la protagonista condensa in sé aspettative, desideri e pensieri femminili che sono tipici di tutte le donne (teen ager, ma anche no...), per cui le due autrici hanno ideato e scritto un libro che sicuramente piacerà a tutte le appassionate del genere (a patto che non siano fanatiche e non trovino fastidiose le "citazioni" prese da "Twilight\Fallen", che questo romanzo, come tanti altri, si porta appresso, inevitabilmente).



I detrattori critici faranno notare che questo tipo di romanzi "sono tutti uguali", ma di per sé la ripetizione del solito canovaccio, se è narrata con maestria, può anche starci, in fin dei conti libri come questo servono ad intrattenere emozionando, e assolvono egregiamente lo scopo per il quale sono pensati.

Rispetto ad altri libri del genere, "Dark Heaven" cita anche qualche riferimento letterario illustre (il" Faust", Thomas S. Eliot, Lucrezio... anche se un autore come Milton sarebbe stato più appropriato per una vicenda che parla di angeli e demoni...) e il ritmo narrativo è ben orchestrato (la vicenda riporta due punti di vista sullo svolgersi degli eventi: quello di Virginia e quello di Damien) anche se l'uso del presente (la vicenda è narrata "in presa diretta") a lungo andare può "sfasare" un po' (soprattutto perché è più frequente usare il passato, quando si racconta qualcosa). Devo dire che "Dark Heaven" mi è piaciuto di più, rispetto ad altri libri più "spaparazzati in giro" (mi viene in mente il mediocre "Black Moon: i peccati del vampiro" o il pessimo "Danze dall'inferno")



ma anche rispetto allo stesso "Fallen" (mastodontica saga https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2017/12/i-fotogrammi-piu-belli-di-fallen.html in quattro volumi che si poteva ridurre, come storia, ad appena uno o due libri e che presentava parecchi "impaludamenti" che servivano ad infiacchire il ritmo "ingrassando" la vicenda con particolari e disgressioni del tutto inutili e ridondanti,



difetto che peraltro hanno anche Stephen King e Clive Barker; chi ha letto "Imagica" o "Gioco dannato" concorderà con me...)



Per cui sì, paradossalmente "Dark Heaven" l'ho preferito a "Fallen", pur essendo a tutti gli effetti un "epigono" di questi, perché narrato con più maestria e senza "impaludamenti soporiferi". Penso proprio che leggerò anche gli altri due libri che compongono la saga.

(*) pseudonimo di due autrici: Flavia Pecorari e Lorenza Stroppa

Gli stralci più belli: "[...] l'uomo infatti indossa un normale impermeabile scuro le cui lunghe falde danzano nell'aria, mosse dal vento. Distolgo lo sguardo, turbata. Lo sconosciuto, però, continua a fissarmi, e si dirige verso di me. Il mio cuore perde un battito. I suoi occhi, ora che sono più vicina, sono braci ardenti che brillano nella notte [...] è bello da togliere il fiato, ma i lineamenti sono duri, sembrano scolpiti nella pietra. Gli passo accanto velocemente, trattenendo il respiro. Quando lo supero, qualcosa di freddo e pungente si insinua nei miei pensieri: due parole semplici e terrificanti. Sono tornato."
"[...] Un'ultima cosa, dice, poi, abbassando la voce, aggiunge: Ignoratur enim quae sit natura animai, nata sit an contra nascentibus insinuetur...". Mentre recita queste parole, che hanno il suono di un altro tempo e di un altro luogo, vengo catturata dal nero dei suoi occhi, due abissi che mi trascinano lontano. Mi sento risucchiata in un vortice che mi avvolge e cancella ogni traccia di razionalità mentre dico "Et simul intereat nobiscum morte dirempta an tenebras Orci visat vastasque lacunas" (1)
"Si avvicina e mi fissa le labbra con intensità. Ho l'impressione che voglia baciarmi. Vorrei allontanarmi, ma al tempo stesso sento crescere in me un desiderio fortissimo, un'attrazione che fatico a tenere a bada. Ci separano pochi centimetri, i nostri respiri si confondono... Lui mi prende il volto tra le mani e mi guarda negli occhi. Siamo così vicini che, nonostante il buio, riesco a vedere la lieve differenza di tono tra l'iride e la pupilla: "Quando capirai di essere sempre stata mia?", sussurra."
"Cosa sei, Damien? Cosa sei esattamente?", gli chiedo tremando. "Vuoi davvero saperlo?" "Sì". Tace per un attimo, combattuto. Poi mi risponde e la sua voce è quasi un ringhio, profondo, spaventoso. "Io sono il male, Virginia." All'improvviso si alza il vento, scompigliandogli i capelli sulla fronte e facendo alzare le ali del suo impermeabile. è spaventosamente bello, mentre si allontana sotto la luce fioca del lampione. Sembra un angelo venuto dall'Inferno."
"[...] Il prezzo da pagare per poterti stare vicino è alto: devo compiere azioni spietate che vanno contro la mia natura e contro la mia coscienza [...] L'unica sicurezza che ho è che il mio amore non è stato contaminato da queste tenebre, ma se non te la senti di starmi vicino, di conoscere il mio lato oscuro, ti capirò."
"[...] Finalmente comprendo la vera natura di Damien [...] scuoto la testa, cercando di cancellare il ricordo dei suoi baci e pensando ai suoi occhi gelidi, spaventosi, quegli occhi che mi hanno terrorizzata fin dal primo istante, che mi hanno fatta sentire sull'orlo del precipizio."

(1) S'ignora infatti quale sia la natura dell'anima, se sia nata o al contrario s'introduca nei nascenti, se perisca insieme a noi dissolta dalla morte o visiti le tenebre dell'Orco e gli immani abissi

Sullo stesso tema vedi anche: https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2018/12/recensione-angel.html