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Questa dei Morti è una valletta solitaria e remota, quasi in fondo alla Valle del Concei, ramo di quella di Ledro, ai piedi del Monte Tratt, ove si sale al valico che conduce ai Campi e a Riva.
Correva l'anno 1440, i Veneziani, in guerra col Ducato di Milano, tenevano fortemente la Valle di Ledro, strada breve e aperta per approvvigionare e spedire soccorsi a Brescia assediata.
Da Riva il Provveditore Zeno, pel passo del Ponale fortificato e gagliardo, ne mandava continuamente. L'altro passo, che per la valletta dei Concei e il valico di Tratt scende ai Campi e a Riva, era guardato dal Sanseverino, generale dei Veneti, che si teneva in una rocca ivi esistente, dalla quale si vedono ancora i ruderi, con quattrocento fanti e duecento cavalli.
Importava a quei del Biscione forzare questo passo, correre a Tenno e a Riva per costringere quei del Leone a ritirarsi e togliere così quella facile via di approvvigionamento all'assediata Brescia. L'ardito Piccinino, generale dei Viscontei, muove per la Valle di Ledro e si dispone con grossa mano di pedoni e di cavalli a forzare il passo del Tratt difeso dal Sanseverino.
S'ode a destra uno squillo di tromba,
a sinistra risponde uno squillo,
e italiani si scagliano su italiani con rabbia da uomini e ferocia da belve, si scannano, imprecano e muoiono.
La pugna fu orrenda, accanita fino a sera, e il Leone giace prostrato nella polvere impotente pel momento a mandare il ruggito di riscossa.
Il Biscione grida vittoria, vittoria che sanguina, che addolora, che farà meditare e darà il triste nome di Valle dei Morti a quel placido angolo di terra fatto per la quiete e la pace.
E il nome è pienamente giustificato.
La notte copre il triste campo, monti di cadaveri nei più strani e paurosi atteggiamenti giacciono stecchiti fra gli arbusti, l'erbe e i fiori disseminati graziosamente per tutta la breve valletta: l'alme dei morti vagolano silenziose per l'aria e il mormorio straziante dei moribondi si confonde con quello placido e dolce dei ruscelli che corrono giù per le chine del monte. Le tenebre hanno i loro silenzi come la morte: silenzi profondi, misteriosi, indefinibili.
Poveri morti caduti qui senza nobili intenti, senza forti ideali!
Le vostre ossa da tant'anni giacciono insepolte e ignorate sotto tante e tante zolle che vi si sovrapposero, né forse altre mai verranno ad affratellarsi con voi!...
Riposate in pace.
