Le Necropoli tra Bollate e Garbagnate

Info tratte da 

Pagina 65 e successive

Il nome di Bollate deriva dall'acqua, l'elemento che ha caratterizzato questa area fin dalle origini. Anche se il nome celtico "beola" significa "betulla", Bollate deriverebbe dal latino "bula", cioè "pozza d'acqua". L'etimo latino, nei secoli, divenne "Bolàa" come la città viene chiamata in dialetto.

Del resto, fin dall'antichità, l'acqua di superficie e sotterranea, situata su un terreno di brughiera, veniva usata in campo agricolo. L'acqua del territorio di Bollate è naturale di superficie, artificiale di superficie e di risorgiva: i quattro torrenti di Bollate sono il Guisa, il Nirone, il Pudiga, il Garbogera.

Per il suffisso -ate, similmente a Garbagn-ate, Nov-ate, Ces-ate, Lain-ate ecc., sono richiami all'"ates" della lingua celtica ed identificano l'appartenenza del luogo ad una persona o ad un elemento.

Quindi Bollate si può tradurre come "luogo dell'acqua", in un connubio tra cultura celtica e romana.


Pagina 82 e successive

Con i primi ritrovamenti del 1926 della Necropoli ad incinerazione di Canegrate sono state scoperte delle sepolture: le urne sono di tipo transalpino con decorazioni a scanalature verticali interrotte da cuppelle (cavità emisferiche)

Molto interessante è il ritrovamento del 1959 a Paderno Dugnano di una tomba a pozzetto in ciottoli, con un'urna cineraria, uno spillone per i capelli, una fibula e di due Necropoli a Garbagnate nel 1885.

A Castellazzo di Bollate (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2025/10/meravigliosi-obelischi-e-colonne-nella.html), nel 1873, in una località non specificata detta "Bosc streng" venne ritrovata un'estesa Necropoli. Il paletnologo che condusse gli scavi, Pompeo Castelfranco, testimonia "Mi venne dato di scoprire una toma contenente un gran numero di vasi di terra cotta di forma appiattita, uno dentro l'altro e frantumati, depositati in terra nuda."

Venne rinvenuta anche una scure di ferro e dei braccialetti, messi a confronto con quelli rinvenuti a Vittuone e Legnano.


Pagina 95 e 98

Anche se non vi sono molte indicazioni, è stata data notizia di un edificio di culto, di età imperiale, ubicato in un'area sacra di matrice celtica, in quella che è l'attuale chiesa di S.Martino e il cimitero, dove fino al 1950 esisteva un'area boschiva: sembra probabile che fosse l'area di sepoltura di un guerriero o di esclusivo accesso dei druidi.

Si segnala anche la presenza dei miliari, i  cippi in pietra, solitamente a forma di colonna, posti lungo i tracciati a distanza fissa di un miglio romano, uniti ai toponimi riferibili alle cascine "Pilastro o Pilastrello" (sinonimo di miliare) o a chiese "del Pilastrello", allineati lungo le direttrici delle strade consolari romane.

Le distanze registrate sugli antichi cippi si ritrovano nel nome di città come Quarto Cagnino, Quinto Romano, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese: il toponimo indica la distanza in miglia romane da Milano.


Pagina 99

L'attuale strada che collega Baranzate con Ospiate ricalca l'antico tracciato dell'attuale via Madonnina, dove ancora oggi è presente un'edicola votiva dedicata alla Madonna Addolorata; dove oggi sorge il centro commerciale di Baranzate, sorgeva il Bosco della Merlata.


Approfondimento: Santuario di Santa Maria della Fametta, XVII secolo

Info tratte da un cartello in loco

Il Santuario o Cappella della Fameta (Fametta è un'italianizzazione recente) presenta le caratteristiche morfologiche di una torre di avvistamento medievale, probabile parte del sistema fortificato del Castellazzo, ed è stato rifatto più volte; l'edificio attuale è più tardo con le caratteristiche di una torre colombaia del Quattrocento. Il Santuario ad aula è una sistemazione seicentesca e presenta un affresco con l'immagine della Sacra Famiglia. Il pronao è un'aggiunta ottocentesca.

Infine, all'esterno di Madonna in Campagna si trova la targa commemorativa della strage della Vignetta: il 30 gennaio 1945 alle 8.20, quattro aerei delle forze alleate mirano ad un treno diretto a Milano, credendo che a bordo ci siano dei tedeschi: il macchinista fermò il treno, per far scendere i passeggeri ma fu inutile: la neve sul terreno si tinse di rosso per le vittime (più di 80); i corpi vennero portati nella chiesa di Madonna in Campagna, nell'attesa di essere sepolti.

Metal vlog a Bollate con Ater e Mary!















I morti possono aspettare

 











Un Funerale degli anni '30 per celebrare un Capolavoro 💜⚰️





Acquistato in "formato digitale su bandcamp" (😣) perché purtroppo sold out (e uscito solo in formato vinile), "Despise the living, desecrate the dead" è l'album degli Abysmal Grief che metterei al primo posto nelle mie preferenze. 💜⚰️

La Bellezza Lugubre Sublime di questo album, più atmosferico e "dark ambient oriented" rispetto agli altri, non si può "esprimere a parole", la si deve vivere con un ascolto intenso, meglio ancora se rigidamente distesi, con un bel mazzo di crisantemi appassiti accanto ⚰️🥰🦇



Alla ricerca del Cippo Romano nel Cimitero!

Ho provato ad andare alla ricerca del "sasso informe ovvero cippo romano" (ne abbiamo parlato qui https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2024/12/ritrovamenti-di-tombe-gallarate.html) ma purtroppo non sono riuscita a trovarlo... ho perlustrato (non molto a fondo, a dire il vero, perché sono arrivata sul tardo pomeriggio e non c'era molto tempo 😓) parte del cimitero, guardando anche le mura (ad un certo punto mi era venuto in mente che potesse essere stato "incastonato" lì) ma purtroppo quello che più ricordava "un cippo" era solo questo:

ma l'iscrizione ormai quasi illeggibile è in italiano (si legge un "dopo") e l'ara che cercavo io, dalle fonti, aveva l'epigrafe in latino...

Mi sono appassionata ai cippi, alle pietre miliari, alle are, ne ho studiate e scoperte diverse: (https://intervistemetal.blogspot.com/2024/10/iscrizioni-antiche-sui-cippi-legnano.html) (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2026/02/epigrafi.html)(https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2025/05/cimitero-di-venegono-inferiore.html)(https://intervistemetal.blogspot.com/2025/08/pietre-miliari-quelle-che-ho-scoperto.html)(https://fotoantichelombardia.blogspot.com/2022/10/testimonianze-archeologiche.html)

Sarebbe stato bello rivendicare come MIA ESCLUSIVA "il sasso informe di Parabiago" ma purtroppo non l'ho visto e forse non esiste neanche più...

Ad ogni modo se anche non l'ho trovato, rivendico comunque questa bella lapide inglobata nel muro di cinta del cimitero 😍💜💀

Ovviamente impresa fatta con la Meravigliosa Borsa Reliquia 😍😍😍😍

P.S il prossimo cippo romano che devo trovare è quello di Venegono! 😍

Le foto della "Chiesetta all'interno del cimitero, dedicata ai Caduti"










La tomba più bella 



La Valle dei Morti

Info tratte da

Questa dei Morti è una valletta solitaria e remota, quasi in fondo alla Valle del Concei, ramo di quella di Ledro, ai piedi del Monte Tratt, ove si sale al valico che conduce ai Campi e a Riva.

Correva l'anno 1440, i Veneziani, in guerra col Ducato di Milano, tenevano fortemente la Valle di Ledro, strada breve e aperta per approvvigionare e spedire soccorsi a Brescia assediata.

Da Riva il Provveditore Zeno, pel passo del Ponale fortificato e gagliardo, ne mandava continuamente. L'altro passo, che per la valletta dei Concei e il valico di Tratt scende ai Campi e a Riva, era guardato dal Sanseverino, generale dei Veneti, che si teneva in una rocca ivi esistente, dalla quale si vedono ancora i ruderi, con quattrocento fanti e duecento cavalli.

Importava a quei del Biscione forzare questo passo, correre a Tenno e a Riva per costringere quei del Leone a ritirarsi e togliere così quella facile via di approvvigionamento all'assediata Brescia. L'ardito Piccinino, generale dei Viscontei, muove per la Valle di Ledro e si dispone con grossa mano di pedoni e di cavalli a forzare il passo del Tratt difeso dal Sanseverino.

S'ode a destra uno squillo di tromba,

a sinistra risponde uno squillo,

e italiani si scagliano su italiani con rabbia da uomini e ferocia da belve, si scannano, imprecano e muoiono.

La pugna fu orrenda, accanita fino a sera, e il Leone giace prostrato nella polvere impotente pel momento a mandare il ruggito di riscossa.

Il Biscione grida vittoria, vittoria che sanguina, che addolora, che farà meditare e darà il triste nome di Valle dei Morti a quel placido angolo di terra fatto per la quiete e la pace.

E il nome è pienamente giustificato.

La notte copre il triste campo, monti di cadaveri nei più strani e paurosi atteggiamenti giacciono stecchiti fra gli arbusti, l'erbe e i fiori disseminati graziosamente per tutta la breve valletta: l'alme dei morti vagolano silenziose per l'aria e il mormorio straziante dei moribondi si confonde con quello placido e dolce dei ruscelli che corrono giù per le chine del monte. Le tenebre hanno i loro silenzi come la morte: silenzi profondi, misteriosi, indefinibili.

Poveri morti caduti qui senza nobili intenti, senza forti ideali!

Le vostre ossa da tant'anni giacciono insepolte e ignorate sotto tante e tante zolle che vi si sovrapposero, né forse altre mai verranno ad affratellarsi con voi!...

Riposate in pace.



Epigrafi

Cesano Maderno

Bareggio







Seregno:









La Profezia delle Inseparabili

New York 1890: Lia e Alice hanno 16 anni, sono gemelle e sono appena rimaste sole al mondo. Alle due ragazze non resta che ritirarsi nella sinistra villa di famiglia e sforzarsi di tornare a una parvenza di normalità. Ma non c'è nulla di normale nel destino che le attende: sul braccio di Lia appare un misterioso marchio, e poco dopo alla biblioteca paterna emerge uno strano libro, colmo di profezie sul ritorno in Terra degli Angeli Caduti e sullo scontro che potrebbe precipitare per sempre il mondo nelle tenebre. E man mano che nella sua vita si fa strada un'inquietante verità fatta di spiriti senza pace, antiche stregonerie e contatti con l'oltretomba, Lia comprende di essere la depositaria di un terribile destino che potrebbe costarle non solo l'amore e la vita, ma l'anima stessa.

Perché la battaglia finale per la salvezza o la dannazione dell'umanità è alle porte, e la sua più grande nemica altri non sarà che la persona che le è più vicina al mondo: la sua gemella.


"Forse perché sembra così adatta alle circostanze, non noto la pioggia. Piove a catinelle, una cortina di fili argentei che colpiscono il suolo duro, quasi invernale: eppure rimango in piedi, immobile, accanto alla bara."