+ Dei Sepolcri +
Un Blog che nasce per celebrare la Poesia e l'Arte Cimiteriale.
L'Epitaffio di Villon (Ballata degli Impiccati)
Fratelli umani, che ancor vivi siete,
non abbiate per noi gelido il cuore,
ché, se pietà di noi miseri avete,
Dio vi darà più largo il suo favore.
Appesi cinque, sei, qui ci vedete.
La nostra carne, già troppo ingrassata,
è ormai da tempo divorata e guasta;
noi ossa, andiamo in cenere ed in polvere.
Nessun rida del mal che ci devasta,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere.
Se vi diciam fratelli, non dovete
averci a sdegno, pur se fummo uccisi
da giustizia. Ma tuttavia, sapete
che di buon senno molti sono privi.
Poiché siam morti, per noi ottenete
dal figlio della Vergine celeste
che inaridita la grazia non resti,
e che ci salvi dall'orrenda folgore.
Morti siamo: nessuno ci molesti,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere.
La pioggia ci ha lavati e risciacquati,
e il sole ormai ridotti neri e secchi;
piche e corvi gli occhi ci hanno scavati,
e barba e ciglia strappate coi becchi.
Noi pace non abbiamo un sol momento:
di qua, di là, come si muta, il vento
senza posa a piacer suo ci fa volgere,
più forati da uccelli che ditali.
A noi dunque non siate mai uguali,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere.
O Gesù, che su tutti hai signoria,
fa' che d'Inferno non siamo in balìa,
che debito non sia con lui da solvere.
Uomini, qui non v'ha scherno o ironia,
ma Dio pregate che ci voglia assolvere.
Il Cimitero degli Innocenti
Info tratte da
Il grande Cimitero degli Innocenti, uno dei più antichi, era un luogo d'incontro rumoroso e cupamente pittoresco: alle voci dei predicatori si mescolava il brusio di mercanti e bottegai che lì esponevano ogni sorta di cianfrusaglie, come in una fiera, di galanti e di prostitute che vi si davano convegno.
Su questo agitarsi incessante di folla si apriva lo spettacolo dei carnai che formavano un lungo chiostro ad arcate, dell'immensa "fossa dei poveri", dove anche molti ricchi si facevano seppellire in segno di umiltà e penitenza, dei paurosi ossari situati in una specie di galleria lignea sovrastante il chiostro, dove si ammonticchiavano in alte pile scheletri e crani esumati, offerti alla meditazione di tutti i fedeli, assieme agli affreschi delle Danze Macabre dipinti nel chiostro.
Frenesia di vita e terrore ossessivo della morte si univano lì in una macabra mescolanza, vero specchio dell'ambivalente sensibilità dell'epoca.
Le poesie cimiteriali di František Halas
Poesie tratte da "Imagena"
"Presso una tomba"
La luna si denuda a mezzanotte
un ragno crociato reca l'assisa della morte
si sgomenta il poeta per l'ultima volta
esistendo sul feretro
verdi corone di edera
gli angeli-tappezzieri hanno attaccato
chi entrerà nel nirvana per destare
i morti ormai dimentichi del tempo
come sta il poeta nella sindone
quando il musco gli ricopre gli occhi
e una ragazza gli reca una rosa
deponendola sulla sua bocca.
Anche sulle labbra del poeta le rose ammuffiscono
le gettano in mezzo ai rifiuti
ma poi nelle osterie bevono vino
becchini allegri.
I becchini non pensano alla morte
tra le tombe hanno obliato la paura
del raccapriccio è livida la bocca
anche sotto una pietra Charles Baudelaire.
"Il cimitero"
Di sotto in su annuserai le rose
quando vivrai la tua morte
e getterai alle tenebre l'amore tuo scudo
ai piedi della tomba sarò edera
canto sereno che ti avvolgerà
vergata da te pergamena
che dal tempo non verrà distrutta
torneremo a dormire ancora insieme
sulla siringa delle erbe suoneranno per noi le tempeste
lo sciabordio del Lete ascolteremo
e il canto delle lavandaie che sciacquano la Sindone.
Alcune note storiche sul Lazzaretto di Legnano
Info tratte da




























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