Jane e la disgrazia di Lady Scargrave

"E ora, nell'alba nevosa, si ode una fioca eco di campane, le quali suonano nove volte mentre ascolto, contandone i rintocchi: la campana a morto della chiesa di Scargrave Close annuncia che il conte sta trascorrendo le sue ultime ore di vita. Nove rintocchi per la morte di un uomo, poi una pausa; quindi altri ancora, fino a un totale di quarantatotto, uno per ogni anno della vita del conte. Ad un tratto rabbrividisco, poi prendo carta, penna e calamaio che porto sempre con me."

"Ma Isobel non aveva lacrime. I suoi begli occhi ambrati erano vacui e non vedevano, il suo corpo era rigido come quello del conte, che giaceva freddo nel suo letto nuziale (...) Ora dinanzi alla mia finestra, scosto i tendaggi pesanti che odorano di muffa e fisso l'alba desolata. Il sole che sta per sorgere non sarà visibile agli occhi umani, perché il mondo intero è avvolto in un turbinio bianco: una nube impenetrabile di freddo e di ghiaccio che raggela il cuore come gela il suolo. Il vasto parco di Scargrave è completamente innovato, con gli alberi neri che si stagliano come spettri sul cielo grigio del mattino. (...) Cosa sono la festa della notte scorsa e le sue frivolezze e i suoi trionfi meschini, contro l'immensità della tomba? Lascio cadere i tendaggi a nascondere la neve e rabbrividisco in camicia da notte."