Le Sepolture a Sesto Calende ed Arsago Seprio

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Nell'estremità meridionale del Lago Maggiore, dove il Ticino esce per diventare fiume maestoso, si sviluppò 3000 anni fa una civiltà del ferro con caratteristiche originali, denominata "Civiltà di Golasecca". (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2026/08/necropoli-di-golasecca.html)

Numerose testimonianze di questa civiltà, come i corredi funerari, sono esposte nel museo di Sesto Calende: sulle sponde del Ticino sono state scoperte oltre 20000 molte delle quali con oggetti che si pensava potessero servire al morto nell'aldilà: questi oggetti venivano spezzati, per "ucciderli" e liberare "l'anima" dell'oggetto, che avrebbe seguito il defunto nel mondo dei morti. Isolata nel verde, si trova la chiesetta di San Vincenzo, che risale al XI secolo e fu usato come lazzaretto durante la peste. Questa località era zona sacra fin dai tempi preistorici: si riunivano le tribù per le danze sacre e si portano le giovani spose perché la Dea Venere le rendesse fertili.


A Sesto Calende, in località Locca (da "locum", luogo sacro dei convegni di culto), a nord dell'abitato, si raggiunge la chiesa di S. Donato di Scozola, un antico monastero benedettino; proseguendo, e girando a sinistra, si arriva tra i prati ai margini di un bosco dove sorge l'oratorio di S.Vincenzo, del XI secolo. La località era ritenuta sacra fin dalla Preistoria.
Poco lontano, in una radura tra i boschi, vi è un gigantesco masso erratico che ricorda una testa di falco.
La rocca venne scolpita dai popoli di Golasecca (1), che la utilizzavano come altare e luogo di culto. 
A Sesto Calende, presso il Ticino, si può vedere un masso erratico che ricorda una gallina che cova i pulcini: si raccontava la leggenda della "chioccia d'oro" che si riferiva ad una Dea di pietra, simbolo di fertilità.

(1) Reperti della Cultura di Golasecca vennero trovati a Castelletto Ticino, Borgo Ticino, Varallo Pombia, Sesto Calende, Somma Lombardo, Vergiate e Golasecca.
Sulla piazza di Golasecca sono state lasciate due tombe dell'Età del Ferro.

Altro approfondimento tratto da "Lombardia Sconosciuta"

A Sesto Calende è possibile ammirare un'abbazia del X\XI secolo, sorta in località San Vincenzo ai piedi del "sass se prea buja", sul luogo di un pre-esistente tempio pagano.
Da visitare, il Museo protostorico della civiltà di Golasecca, per capire la vita che si svolgeva quasi 25 secoli fa.

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All'inizio del '700 il Prevosto di Arsago Seprio era a capo di una Pieve che comprendeva le chiese di Albusciago, Casorate, Castelnovate, Crugnola, Menzago, Montonate, Mornago, Quinzano, Sumirago, Vinago, Vizzola.
A quel tempo erano già scomparse le chiese di S.Giacomo (al centro del paese), S.Michele (ubicata verso Mezzana Superiore, poi Somma Lombardo), S.Ambrogio nella campagna a sud del paese.
A quel tempo i preti erano sepolti al di sotto del pavimento della chiesa che li aveva ospitati in vita, e se possibile, venivano sepolti nelle chiese, in cripte o loculi scavati nella terra, sotto il pavimento, in un lungo corridoio al quale si accedeva da una botola.
Dove lo spazio mancava, come ad Arsago, solo i preti erano sepolti sotto il pavimento, i fedeli erano interrati in un campo a ridosso dell'edificio (l'attuale sagrato a nord della Basilica, caratterizzato dalla croce eretta nel 1646) 

Nel cortile della scuola di Arsago Seprio, in provincia di Varese, è stata scoperta una necropoli longobarda.
Poco lontano c'è una necropoli romana da cui sono state portate alla luce 300 tombe.
Tutta la zona della brughiera e del basso Varesotto è ricchissima di memorie storiche, alcune messe in luce e valorizzate, altre tutte ancora da scoprire.
[...] Si raggiunge in breve Somma Lombardo. Al centro della cittadina sorge il grande castello visconteo, uno dei più grandi e meglio conservati della Lombardia.
La parte più vecchia è trecentesca, quella più recente del '500.
Accanto al castello, sul Monumento dei Caduti, c'è un cippo che ricorda il millenario cipresso distrutto da un fulmine nel 1944, sotto il quale, secondo la leggenda, riposò Annibale durante la sua campagna contro i Romani. (Nota di Lunaria: chissà se questo cippo esiste ancora...)

Curiosità:

Quello dello spazzacamino era un mestiere diffuso in un'epoca in cui non esisteva altro riscaldamento a parte il focolare domestico.
Le incrostazioni del camino potevano prendere fuoco mettendo in pericolo l'edificio.
Solo le persone magre ed allenate potevano lavorare come spazzacamini: provenivano dalle valli dell'Alto Verbano e giravano a coppie, vestiti di nero.
Proprio perché magri e abituati a stare nell'oscurità in luoghi stretti, erano impiegati anche per evacuare i sepolcri delle chiese.
Da un'annotazione del "Cronicon" di Arsago Seprio: "1729. Di notte li spazzacamini di Val Verzasca furono incaricati di evacuare i sepolcri della chiesa, meno quelli dei sacerdoti. Ebbero lire 55 per quest'opera di due notti.
Le ossa furono seppellite nel cimitero della chiesa poco longi della croce che si innalza nel mezzo."

L'area a fianco della prepositurale, nel '700 adibita a cimitero, con la colonna del 1646












Necropoli di Golasecca

Visitata a Ferragosto 🔆 con la mia amica Mary, e lo abbiamo scelto come location per il nostro mini-vlog chiacchierata sui primi album dei Lacuna Coil 🌻
Giornata incantevole 😍 Golasecca (e Somma Lombardo) le avevo in lista da un po', ma non ero riuscita ad andare alla Necropoli (mentre Somma Lombardo l'aveva vista molti anni fa, ma mi mancano alcune vie per completare tutta la ricerca)



















Il Lazzaretto nei campi tra Magnago e Bienate

Lo avevo già visto alcuni anni fa ma purtroppo non è facilissimo da raggiungere a piedi... Così, potendo organizzare con la mia amica per alcune videoletture sulle poesie delle Sorelle Bronte, ho scelto lui, come location!

Il Lazzaretto nei campi tra Magnago e Bienate! 💜 Uno scenario che le tre sorelle avrebbero amato sicuramente visto che rappresenta così bene le loro poesie! 😍












Milly Dandolo


 da "Il Paradiso di Sabrina" 

"Un piccolo Paradiso all'ombra delle rose. La sera, quando tutto fu silenzio e tenebre, e solo una pallida nebbia lunare avvolgeva il giardino, Giulietta si affacciò alla finestra della sua camera, e rimase a lungo immobile, con gli occhi fissi nelle ombre dei cespugli, con l'anima assorta nel profondo silenzio. Quell'ombra era solo temperata da pallidi veli di una luce lunare, quel silenzio era turbato soltanto da fruscii rapidi e indistinti - un uccello, forse, che passava da ramo a ramo; o da qualche lontano rumore di voci o da un lontanissimo abbaiare di cani"


La Madonna della Spina

Info tratte da

Un'apparizione mariana inconsueta e a tratti inquietante fu quella di Chauchina (Spagna)

Il 9 aprile 1906 una vedova, Rosario Granados Martìn, afflitta da ulcere cancerose incurabili ad una gamba, andò a nascondersi verso un cespuglio di spine, per lavare le piaghe purulente.

Fu in quel momento che le si avvicinò una donna che portava con sé un rosario nero, in segno di lutto.

La donna misteriosa le disse che l'avrebbe guarita se l'avesse accompagnata al cimitero.

Così Rosario la seguì, recitando il rosario durante il tragitto.

Ad un certo punto, Rosario si addormentò e al risveglio era davvero guarita!

La donna tornò in paese, raccontando tutto ciò che le era successo e vicino al rovo venne costruita una chiesetta dedicata all'Addolorata, detta "Madonna della Spina"

Tipica iconografia della Madonna Addolorata: