"Non mi uccidere": recensione



Trama: Mirta ha vent'anni. è intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. è il colpo di fulmine.
Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l'eroina. Saranno fatali per entrambi.
Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace.
Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare.
è la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue.
E la fame aumenta. Nascosta nei boschi del Subasio, Mirta va in caccia, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri. Ormai è fortissima, dotata di poteri straordinari, tanto che, incapace di attendere oltre, decide di scoperchiare la tomba di Robin...

Commento di Lunaria: "Non mi uccidere" è uscito nel 2005, in piena Twilight-mania,


ma ha poco a che fare con la moda dell'Urban Fantasy (come lascerebbe intendere anche la stupenda copertina...) è più un libro quasi beckettiano, alla "Aspettando Godot", scritto tutto fitto fitto con un monologo ossessivo e intimista, spesso verniciato con uno spesso strato caustico di black humour nero pece.
L'ho molto apprezzato e letto volentieri.


Unico difetto, l'eccessiva lunghezza: 427 pagine di monologo sono troppe, e qui e lì le frequenti ripetizioni di una Mirta che corre avanti e indietro per boschi e montagne e pensa a Robin chiedendosi perché non è ancora sbucato fuori dalla tomba,
sono tediose e inficiano tutto il ritmo; 100 o 200 pagine sarebbero state più che sufficienti, per narrare la trama.
Comunque, se siete "fan" di libri come questi


lo stile narrativo monologante "tutto sparato fitto fitto" (anche con singole parole isolate l'una dall'altra dal punto) non sarà un difetto né un ostacolo, anche se certe scene sono piuttosto oniriche ed ermetiche e non di facile assimilazione (tra realtà, illusione e allucinazione)
A me il libro, la storia, lo stile è piaciuto e credo che l'unico difetto sia la mole titanica di 427 pagine, quando una versione "più smilza" avrebbe reso la lettura più agevole (anche perché ci sono davvero troppe ripetizioni di Mirta che continua a fare le stesse identiche cose per pagine e pagine, come "vestirsi, lavarsi, bere acqua, mettere i soldi negli anfibi, correre in giro, rivestirsi, ri-lavarsi, ri-bere acqua, rimettere i soldi negli anfibi, ri-correre in giro" e via così, in un loop ripetitivo che alla lunga risulta "paludante" e sfiancante)

Aggiornamento: solo dopo aver scritto le righe che leggete lì sopra, vengo a sapere che l'Autrice purtroppo è deceduta nel 2012, a causa di un brutto male al fegato, dopo un ricovero di appena due settimane all'ospedale.
La sua sofferenza e il suo calvario (nonché diversi episodi di negligenza medica) sono stati raccontati in un libro, "Tanto ormai", che potete scaricarvi qui: http://www.tantormai.it/

Ad ogni modo, "Non mi uccidere" (2005) fa parte di una trilogia: gli altri due episodi sono "Strappami il cuore" (2006) e "Ti porterò nel sangue" (2007)


Copertine e titoli li avevo già visti anni fa e ho vaghi ricordi di recensioni (non negative) apparse sugli almanacchi di Dylan Dog,
e il fatto che anche loro presentavano l'autrice come "La Signora del Fantastico Italiano" e “La maggiore scrittrice gotica italiana”.
Li cercherò sicuramente, anche perché qui in Italia non abbiamo avuto tantissimi scrittori (men che meno scrittrici) ascrivibili all'horror (più o meno "soft")

Le frasi più belle:

"Se penso che sono morta, mi viene un tale groppo alla gola che tornerei indietro e direi a Robin: spiacente. è meglio che non ci conosciamo mai. Che tu non entri nel pub quella sera. Che due anni dopo non mi inviti a ballare. Che non mi dici che sei andato fuori di testa per me. Che Muriel faceva meglio a lasciare suo marito prima di restare incinta. Che era meglio se non nascevi proprio."
"Non nevica. Anzi, s'è levato il vento. Guardo i riflettori accesi.
I poliziotti che fumano una sigaretta via l'altra passeggiando tra i viali del cimitero. La falce di luna che sta facendo capolino tra le nubi. Tutto si muove e si agita. Tutto vive. Solo io sto qui, immobile sul mio ramo. Cercando di non pensare. Voglio addormentarmi. Cadere tra i cumuli di neve. Inabissarmi. Essere scoperta tra tanto tempo, nella stagione del disgelo. Un manichino inanimato, abbandonato tra i ghiacci che lentamente si sciolgono sotto i raggi tiepidi di un sole primaverile. Un avanzo di tomba risputato dalla terra, che nuovamente torna ad accoglierlo."

"La vita nella morte. La vera compagna di Robin, l'unica in grado di resistere alla morte e tirarlo fuori dalla tomba in cui giace. E adesso Luna prevale, perché è dura, opaca, senza vita. Il suo corpo è bianco e intatto. La mente, una voragine priva di luce. Ma lei è più forte. Più fredda. Più adatta a quello che l'aspetta."

"Mezzanotte passata. Ho spento le candele e sono uscita dal casolare. Ha smesso di piovere, ma il cielo è coperto. Niente luna stasera. Niente flotte interstellari e testimoni alieni. Cammino seguendo l'orlo di una fossa che sprofonda nel buio della vallata.
Le fosse del Subasio. Questo strano monte costellato di monasteri e leggende (...) Cammino tra queste nuvole nebbiose, gettando lo sguardo verso l'orizzonte. In questo deserto di ghiaccio che mi restituisce l'unica immagine accettabile di me stessa.
Quella della morte. Del gelo. Del silenzio."

"Ho aggirato il picco, passando il valico a circa mille metri di altezza. Volando tra arcate di nuvole bianche innalzate contro il grigio opaco del cielo. Non ho mai visto tanta bellezza. Tanta potenza come stanotte. Tanta meraviglia nella morte."

"Perché nella morte c'è schifo e orrore. Ma anche allo schifo e all'orrore bisogna porre un limite. (...) Ma allo specchio in cui mi rifletto, non vedo che l'ombra deformata della vita. Adesso che mi trovo dal lato dell'ombra, non posso guardare in faccia la morte, ma la vita. E la vita appare grottesca, a guardarla da qui.
Mi sono riflessa nel lago di tenebre in cui annegava lo sguardo della povera Susy. E cosa ho visto? L'immagine di Mirta. La vita nel suo aspetto deforme. Solo la morte è pura. Incolpevole. Freddamente luminosa."

Un'immagine del Monte Subasio: monti e boschi dove, nel libro, si aggira Mirta Fossati...


N.B un altro romanzo con protagonista una "non-morta" è "Ricordati di me":
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/06/ricordati-di-me-trama-e-stralci.html