La Banshee e le altre epifanie femminili di sventura

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Spettri legati a certe antiche famiglie, in Irlanda le Banshee (dal gaelico "bean", donna fatata)
si manifestano con un lungo e straziante gemito notturno che mette i brividi. Se viste, il che accade di rado, le Banshee prendono l'aspetto di una donna scarmigliata con i capelli rossi e gli occhi verdi.
Vengono udite solo dai componenti della famiglia e in genere annunciano la morte imminente di uno di loro. Secondo la medium Sheila St. Clair, i fantasmi di famiglia verrebbero ereditati geneticamente, e non sarebbero altro che una capacità precognitiva inconscia; si manifestano come donne piangenti perché nell'inconscio collettivo della razza celtica è rimasta impressa la figura simbolica della donna disperata che piange la morte del guerriero. I fantasmi annunciatori di disgrazie sono diffusi anche in Scozia: la Banshee della famiglia Airlie, di Cortachy Castle, si presenta con un lugubre rullo di tamburo; pare che un Lord Airlie del Medioevo avesse fatto uccidere un giovane tamburino, precipitandolo giù dalle mura. E da allora lo spettro batte sul tamburo a ogni morte di uno dei suoi nemici.





Nota di Lunaria: l'idea del "fantasma" (solitamente una donna morta di parto) o della fata malinconica che annuncia una sciagura è diffusa anche in altre mitologie e in altre varianti. Vedi per esempio le Glaistig, la Leanan-Sidhe o la Bean-Nighe scozzese (la "Piccola lavandaia del guado").



Si trattano di epifanie femminili, donne vampiro ("o muse ispiratrici" di poeti e di artisti che si nutrono della sua ispirazione, mentre lei si nutre della loro vita)


e nel caso dell'ultima, di uno spirito di una donna morta di parto che lava e rilava continuamente vestiti insanguinati, china su un torrente.



Chi la vede, saprà di morire o di assistere ad una disgrazia. In Giappone, c'è la Mu-onna.


Nel folklore slavo, è attestata la Poludnica, la "Signora del mezzogiorno",


una donna vestita di bianco, che infesta i campi, e causa infarti e altri malesseri ai contadini. Può essere che Guy de Maupassant per il suo racconto horror "Le Horla" si sia ispirato proprio alla Poludnica.


Ma perché tutti questi esseri che si trovano a confine tra la vita e la morte sono immaginate come femminili? Forse perché sono le eredità delle antiche Dee della vita e della morte, del fato (le Norne, le Parche)


o forse perché simbolicamente la donna è sempre stata associata alla vita e alla morte, essendo colei che fa nascere.

Anche la Filonzana sarda,  può essere vista come una Banshee italiana, anche se nel suo caso "è stata inglobata" e quindi ridimensionata nel carnevale.


Per approfondire, vedi anche: http://deisepolcriecimiteri.blogspot.it/2017/08/introduzione-alla-narrativa-irlandese.html

AGGIORNAMENTO:

Inserisco qui anche un approfondimento

Info tratte da
 

Quasi tutti credono che le fate siano buone. In realtà, nel folklore, sono attestate anche fate cattive e pericolose, bellissime ma perfide e portatrici di sventura. Ovviamente queste figure mitologiche risentono del punto di vista maschile, e non stupisce che siano descritte come donne bellissime, con voce suadente, che attirano gli uomini e li distruggono.

Leanan Sidhe



Fata irlandese. Ha capelli lunghi, ispira i poeti e gli artisti, ma poi li uccide lentamente.



Questa bellissima ma perfida fata secondo alcune fonti è una vampira perché si nutrerebbe del sangue dei poeti che vengono ispirati da lei...

Baobhan-sith: è una fata inglese, vestita di verde; ha piedi di cervo che cerca di nascondere sotto abiti molto lunghi. Ha un aspetto inoffensivo, ma si nutre del sangue degli uomini che si innamorano di lei.

Fenettes: un tipo di fata svizzera, bionda e bellissima. Gridano per attirare l'attenzione, ma chi le guarda, è condannato a morire entro l'anno.

Vily: sono originate dai colori dell'arcobaleno; tipiche del folklore slavo, vivono nei boschi e nelle montagne. Obbligano gli uomini che hanno la sventura di incontrarle a danzare finché non muoiono stremate.

Donne di fuora: maligne e bellissime, sono fate siciliane. La Budrina, invece, è una fata acquatica che vive nelle pozze profonde e aspetta che qualcuno si sporga, per trascinarlo di sotto.

Tradizionale abito siciliano:



Per ulteriori approfondimenti, vedi: http://sidney-bri.blogspot.it/2013/12/la-tradizione-labito-siciliano.html

 Nota di Lunaria: questo tipo di fata acquatica maligna ricorda Jenny Dentiverdi e Peg Powler



sono fate orribili, che infestano i corsi d'acqua; aspettano che i bambini si avvicinino, per poi trascinarli sottacqua.

Fade: fate cattive e dispettose, che vivono nei dintorni di Vicenza. Sono solite entrare nelle case e distruggerle.

Majanines: vivono nel massiccio della Marmolada. Hanno capelli lunghissimi e sanno danzare sull'acqua. Riescono ad incantare i viandanti con la loro voce, talmente bella che se qualcuno l'ascolta, dimentica la fame e il freddo, e muore assiderato senza rendersene conto.




 La Serpentana: vive nel Bergamasco; di giorno è un serpente, di notte una donna bellissima. Chi tentasse di ucciderla quando ha forma di serpente, morirebbe folgorato.